domenica 5 luglio 2009

Tai Chi Caledonia















Tra i tanti regali che ho ricevuto negli anni frequentando Tai Chi Caledonia, uno fu una "Celtic Blessing", una benedizione celtica, che mi ha accompagnato per anni stando sullo scrittoio del mio studio, in bella mostra, in modo che ognuno che entra nel mio studio possa vederla.

In questo momento, mentre a Stirling i ragazzi praticano, lavorano a due, scherzano, ridono, mangiano, e poi ancora praticano sotto l'attenta guida di insegnanti davvero in gamba, questa benedizione è l'unica cosa che mi va di scrivere per loro.

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"Possa la strada alzarsi per venirti incontro.

Possa il vento essere sempre alle tue spalle.

Possa il sole splendere caldo sul tuo viso.

Possa la pioggia cadere soffice sul tuo prato,

E finchè non ci ritroveremo ancora,

Possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano".


(Nella foto, da Tai Chi Caledonia 2008, Sue Wood insegnando Dragon Qigong)

lunedì 29 giugno 2009

La ricerca della perfezione









Quest'anno non potrò essere in Scozia, con mio grande rammarico, ma il destino mi porta le "braccia" a casa, così posso continuare a tenere a livello la sensibilità nel Tueishou.

Sergio è sempre un solido punto di riferimento nella pratica, le sue braccia non sono mai scontate nè facili da gestire. Luca sta crescendo bene, mi insegna a insegnare, ed è sempre bello averlo intorno. Maurizio è passato a trovarmi questo fine settimana, e con le sue braccia stiamo cominciando un lavoro "sottile" che ha permesso a entrambi di entrare in nuovi discorsi.

Un discorso per esempio è quello della ricerca della perfezione, un tema che affascina tutti i praticanti. Diceva uno dei miei maestri che "dall'albero della Vita puoi prendere quello che vuoi, però poi lo paghi". Un altro detto dice che si può fare qualsiasi cosa nella vita, tutto dipende da quanto sei disposto a masticare amaro per questo.

Ho passato l'età degli entusiasmi senza fine, quelli in cui c'era la rincorsa a trovare il maestro più forte, il metodo più devastante, la conoscenza che va oltre tutte le conoscenze. Diciamo che ho pragmaticamente fatto un piccolo bilancio di quello che avevo raggiunto, in questi anni di pratica, e di quello che realmente voglio per il futuro, cosa davvero mi serve.

Non escluso nulla, anche di rimettermi in viaggio per la Cina, ma la mia ricerca della perfezione ha preso una strada diversa, forse più consapevole dei limiti di spazio e tempo in cui siamo, ma soprattutto del fine ultimo della pratica, che deve servire a me per primo, e non al mio ego.

Uno dei valori che è emerso dalla pratica con Maurizio è la serenità, cioè il praticare - il più possibile - in uno stato positivo, che riesca ad ancorare la mente ad uno stato di profondo benessere. Un secondo valore è la reciprocità, che implica il rispetto. Per crescere marzialmente dobbiamo far crescere altri intorno a noi che ci mettano in condizione di migliorare. Quindi loro devono essere più bravi di me. Bella questa nemesi marziale.

La perfezione che cerco oggi è una perfezione "integrata", che ha a che fare con la mia vita, con le scelte di fondo, con i rapporti umani, con la condivisione, con la crescita personale. Praticare arti marziali con il solo scopo di esaltare il proprio ego o far male al prossimo (un altro modo che ha l'ego per sentirsi grande) ha dentro di sè un germe autodistruttivo.

L'arte marziale è una via privilegiata alla conoscenza di noi stessi, che passa attraverso il raffinamento della pratica fisica e della qualità della mente. Specie nel lavoro interno, uno squilibrio della psiche si traduce in una pratica sbilanciata e nella coltivazione di convinzioni totali ed assolute. Mi sento lontano ormai da queste certezze.

La mia perfezione di oggi è relativa, ma cerca di essere soprattutto vera.

(Nella immagine, una scuola di Baguazhang in posa per una foto storica, fine 1800 credo)

mercoledì 24 giugno 2009

Tai Chi Caledonia 2009 (2)



















Un bel ricordo, firmato dalla matita di Gerry Duffy, che ancora oggi mi rallegra quando lo vedo, e lo condivido con voi. Chi mi riconosce? Beh dai, non è difficile...

Tai Chi Caledonia 2009








Siamo arrivati alla quattordicesima edizione del più importante evento del Tai Chi inglese, "Tai Chi Caledonia", che si tiene in Scozia ogni anno dal 1996 e da molti anni ormai nella splendida cornice dell'Università di Stirling.

Essendo tra i co-fondatori di questo evento sin dal primo incontro, i miei giudizi sono ovviamente di parte. Ma come potrete vedere sul sito di Tai Chi Caledonia, i numeri e la qualità degli eventi danno ragione ai suoi creatori, Ronnie Robinson e Bob Lowey.

In Scozia c'è la possibilità di conoscere di persona tra i più grandi insegnanti della scena internazionale cinesi e occidentali, sia del Taijiquan che degli altri stili interni, dai grandi stilisti ai vincitori di combattenti, ai maestri della tradizione.

La ricchezza delle esperienze, la vivacità dei partecipanti, l'allegria degli incontri e la possibilità di incrociare di braccia con un sacco di persone nuove sono solo alcuni dei grandi plus di questo incontro. Chi è stato in Scozia lo sa, e ci torna regolarmente.

Ogni sera la grande comunità di Tai Chi Caledonia si dà appuntamento negli chalet e festeggia allegramente mangiando e bevendo, creando un clima di intimità che permette di sedersi accanto agli insegnanti e chiedere loro tutto quello che si desidera.

Quest'anno purtroppo non sarò presente alla manifestazione, ma invito chiunque a considerare di prendere un volo, anche low cost, e investire qualche sterlina per andare a lavorare e crescere in un ambiente stimolante, amichevole e molto professionale.

Buon viaggio.

(Nella foto, gli insegnanti del secondo Tai Chi Caledonia nel 1997)

domenica 21 giugno 2009

Gente di Pasin

Rileggendo le email ricevute negli ultimi mesi ho trovato un paio di chicche che non ho avuto la prontezza di pubblicare subito, anche se lo meritavano. Sono pagine di un diario che il web ci permette di scrivere in maniera virtuale, e mi piace condividerle con voi.
Suzi pratica e insegna a Pula, mentre a Pasin (sempe in Istria) ci sono Lina e Boris, che formano una coppia eccezionale, la mente e il braccio. Ecco un paio di commenti nati dopo il seminario di marzo 2009 a Pula.

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22 maggio 2009

Caro Luigi!

Scusami di aver trascurato l'idea di scriverti. Lina mi aveva ricordato di farlo - ma, è cosi com'è! Il motivo è uno solo, e cioè: me stesso. Ho un certo tipo di resistenza (o avversione) quando devo trasmettere i miei pensieri sulla carta, ma ora ed in futuro cercherò di farlo (commento di Lina : Coxa vuto? El toxo xe n'tipo dei fatti, no de paroe, no?).

Il seminario era OK. Cercavo di trovare un solo difetto - ma niente, semplicemente nulla!
Ci sono due impressioni forti che mi sono rimaste:

1. Sento un forte significato del lavoro in coppia, in modo che, quando pratico Baguazhang, a volte la mia mente inizia a cercare il partner, ed in quel momento ne visualizzo uno (commento di Lina: la boxe cogli spiriti).

2. La tua spiegazione come fare " Il palo " mi ha aperto nuovi orizzonti e sento che avevi aperto una finestra, dalla quale ora vedo le infinite possibilità che quest'esercizio offre. Quello che ora devo fare è lasciarmi andare ed esplorare e consultare te.

Un' altra bella storia è il tuo modo di condurre il QIGONG. Ho conosciuto il qigong (Lohan) due anni fa quando sei venuto a Pola per la prima volta. Attraverso il tuo metodo d'insegnamento ho capito una cosa importante. Negli esercizi - apparentemente semplici - sei capace di andare molto nel profondo, ma ogni participante puo "prendere" ed entrare proprio quanto è pronto (commento di Lina: la capacita' dei grandi maestri).

Ecco Luigi: è tutto per ora.

Aspettando il tuo arrivo a Pisino (Pazin) un saluto cordiale.

Gente di Pazin: Tanja, Blaženka, Lina e Boris

(Nella foto, Boris - a sinistra - in Bagua Tuishou con Marco)