martedì 10 novembre 2009

Auto-osservazione

Diceva Buddha che piuttosto di parlare quando non si ha nulla da dire, è preferibile un onorevole silenzio. Ma quando ho aperto questo blog, mi sono preso l'impegno morale di tenere un filo di comunicazione con i lettori, e nonostante le difficoltà vorrei continuare a nutrirlo.

So che ci sono tante persone che mi fanno compagnia in questo cammino, per cui invece di scrivere qualcosa di mio, riporto il pensiero di altri, che al contempo mi aiuta a capire il mio.

Quello che segue è il pensiero di Charles A. Garfield, che trovo interessante per il nostro studio del Baguazhang.
Dedico questo pensiero agli amici che tra poche settimane andrò a visitare. La gioia sta nella condivisione.

***

"Una chiave del self-management è la capacità di auto-osservazione.

E' importante capire che auto-osservazione non è la stessa cosa che ipercriticismo, moralismo, paralisi dell'analisi.

E' piuttosto un monitoraggio costante delle proprie performance da una prospettiva significativamente distaccata, tale da permettere una valutazione accurata".

(Charles A. Garfield, da "Peak Performers, The new Heroes of American Business")

domenica 8 novembre 2009

Tai Chi Tcho, Svizzera













E' stata come sempre una esperienza decisamente interessante, soprattutto perchè ci si re-incontra con se stessi, oltre che con gli altri.

I numeri di questa edizione: 220 persone, 20 insegnanti, una decina di italiani presenti (3 maestri presenti, Franco Mescola, Severino Maistrello e Luigi Zanini, un record - finalmente l'Italia diventa un po più internazionale!), una trentina di proposte a tutte le ore, dal Qigong del mattino fino al Da Lu, dal Baguazhang al Liuhebafa, dal Taijiquan al bastone dello Xingyiquan.

Ci siamo ritrovati gli amici di sempre come Ronnie e Nils, Jean Luc e Michael, volti nuovi, allievi e colleghi che finalmente si rivedono e si risalutano - la sensazione di essere tutti in viaggio verso la medesima destinazione è sempre confortante - e poi le belle sorprese di persone che non si conoscono e che il Fato ci porta incontro.

Potrei scrivere per ore di questa bella edizione 2009 del Tai Chi Tcho organizzato da una brillante e instancabile Cornelia Gruber, davvero capace di trasmettere a tutti la sua energia dal mattino alla notte senza interruzione, con grande competenza ed efficacia.

Ma cercherò di essere sintetico e voglio salutare:
- Roberta di Hamburg per la bella serata di gala, piacevole compagnia per tutta la cena e per lo scambio di idee extra marziali;
- Patrick di Basel, che nonostante la giovane età ha capito già molte cose e ha lo spirito giusto per approfondire nel modo migliore il Neijia;
- Michael di Freiburg, che ha trovato il suo Maestro e che sta percorrendo la sua via in maniera brillante, con la sua sonora risata e il suo sorriso sempre aperto;
- Fernando, con la sua simpatia portegna, la sua semplicità e la sua esperienza tecnica nel Taijiquan rende gli incontri e le chiacchierate piacevoli;
- Nathan, l'ultimo degli Immortali, che racconta storie straordinarie in maniera del tutto naturale, con il suo accento di Broccolino e la sua allegria profonda...

Alla prossima Tai Chi Tcho tra due anni!

(Nella foto, Michael e Luigi in un bellissimo Taiji Tuishou, dove Michael insegna a Luigi)

venerdì 30 ottobre 2009

Seminario di Torino, 28 e 29 novembre


















Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 si terrà a Torino il secondo seminario di Baguazhang.

Sono felice di questo incontro, perchè mi permette di rivedere i ragazzi che non vedo dal marzo 2008, inclusi tutti i partecipanti e gli organizzatori, Maurizio, Marco, Ermanno e tutti gli allievi di Vittorio.

Attendo di rivedere Cristina, che vidi a marzo 2008 quando fui ospite a casa sua durante il seminario, e successivamente a Vicenza per una breve visita. Cristina rimane il punto di riferimento del lavoro di Vittorio.

Sento molto la responsabilità di prendere un testimone come quello di Vittorio: è impegnativo e richiede un certo numero di capacità, compresa quella di saper armonizzare gli studi di molti anni di Vittorio con il mio personale "stile", non solo di Baguazhang.

Il programma del seminario è semplice, per preparare il suolo prima della semina. Ma sarà anche un momento di progressione per far crescere quello che già c'è e che ha voglia di evolversi.

Il seminario sarà l'inizio dello studio dello stile di Sun Lutang di Baguazhang, dunque un metodo minimalista, un metodo "piccolo" (Xiao Jia) rispetto ai metodi "grandi" (Da Jia) di altre scuole. Ha le caratteristiche di essere chiuso, essenziale, preciso, con attenzione al Chan Szjin, con passi naturali veloci e in apertura e chiusura continui.

Si lavorerà sulla camminata in cerchio, sull'uso delle braccia e dei palmi, sul movimento del corpo (i tre pilastri della pratica), con lo sviluppo delle singole tecniche in linea, e quindi con puntuali verifiche di questi movimenti nel lavoro con il partner.

Il progetto è ambizioso, vogliamo costruire una pratica che parte da un punto - la formazione del corpo Bagua - e ci porti avanti verso maggiori abilità, comprensione profonda del sistema e capacità di applicarlo.

Con l'occasione sarò felice di incontrare a Torino coloro che seguono questo blog da tempo, e che ogni tanto mi spediscono qualche commento. Dal vivo tanti discorsi non servono, e forse ci si capisce meglio, se c'è la passione per l'arte.

A presto ragazzi!

mercoledì 28 ottobre 2009

8 proibizioni dello Xingyiquan (3 di 3)

7. Non praticare l’“immobilità” (jing gong). “Immobilità” si riferisce a tenere una postura, come nel zhan zhuang; si può anche riferire alle pratiche in cui i pensieri si fermano oppure l’intenzione è focalizzata in un punto. Ovviamente, zhan zhuang deve essere praticato; come dice il proverbio, “praticare arti marziali senza tenere le posture è solo perdere tempo”. San Ti, in particolare, incapsula i requisiti dello xingyi. “Dei mille metodi, nessuno trascura San Ti”, “Padroneggiare san Ti è già metà strada verso il successo”. Mentre San Ti non dovrebbe essere tenuta per lunghi periodi, può essere tenuta più volte al giorno. Ogni volta che si tiene San Ti, si dovrebbe tenere per un massimo di 10 minuti, ma questo si può ripetere due o tre volte al giorno. Se si tiene San Ti per un’ora ogni volta che ci si allena, non solo si sta perdendo tempo prezioso di allenamento, ma può anche danneggiare nervi e capillari nelle gambe. Un eccesso di zhan zhuang è una delle cause per le quali molti artisti marziali soffrono di problemi alle gambe e alle ginocchia. Quanto all’intenzione di restare in un solo posto, dovrebbe avvenire solo nel Qigong per la salute quando la tua intenzione rimane nel punto – è necessario farlo solo per un tempo di alcuni secondi (10 minuti vanno già bene), non minuti. Non c’è alcun beneficio nel fatto di mantenere l’intenzione in un punto per lungo tempo.

8. Non prendere la strada della “wushuizzazione” o della “mistificazione” dello xingyi. Lo xingyi di Li Luoneng è caratterizzato dalla sua semplicità, praticità, la combinazione di forma e intenzione ed è adatto a giovani e vecchi allo stesso modo. Comunque, ci sono due tendenze nella comunità dello xingyi. Una è la wushuizzazione: i movimenti e i nomi sono xingyi, ma le posture, la coordinazione, la potenza e il ritmo sono tutto”changchuanizzate” (simili alla boxe lunga), che significa che la performance non è né buona boxe lunga, né buono xingyi. Questo genere di performance diventa una specie di gara di forza tipo San Da quando viene messo nel contesto di un ring da boxe. L’altra tendenza è la mistificazione dello xingyi, in cui la gente forza concetti daoisti, buddisti, confuciani o medicina tradizionale cinese nello xingyi, trasformando lo xingyi quasi in una religione. Questo “mistico” genere di xingyi lo chiamo “xingyi stile neigong”. Queste due tendenze sono esistite per lungo tempo, ma sono particolarmente aggressive oggi. Quando Che Yonghong (alias Che Yizhai), Li Fuzhen e Bu Xuekuan erano vivi, queste due tendenze non avevano spazio nel mercato tra gli stilisti della scuola Che. Dal 1980 queste due tendenze hanno invaso la comunità dello xingyi. Con riferimento a questo fenomeno, la vecchia generazione di maestri ci improntarono a preservare la semplicità, la praticità e l’enfasi sull’abilità dello stile Che. Mantenendo le esortazioni dei nostri avi ben salde in mente, nello stile Che entrambe le routines nuove e tradizionali possono essere eseguite da giovani e anziani allo stesso modo, non ci sono movimenti vistosi e difficili. I principi della nostra arte sono verificabili e basati su esempi concreti; persino chi non sa leggere o scrivere può capirli. Le nostre tecniche di combattimento sono pratiche e basate sull’abilità: una tecnica appresa al mattino può essere usata nel pomeriggio. Gli elementi di spicco del nostro stile mantennero le loro abilità fino in tarda età, e potevano ancora vincere in sparring all’età di 70 o 80 anni.

(fine)

(Nella foto, la stele tombale di Che Yizhai in Taigu, sua città natale, dal sito di Emmanuel Agletiner)

Percezione













La semplicità

acuisce

il potere della percezione